A che cosa si deve prestare attenzione prima di acquistare un incubatore a CO2?

5 interessanti campi di applicazione per incubatori a CO2

Quali fattori sono alla base della propria decisione di acquisto di un nuovo incubatore a CO2? Nel presente contributo vengono proposti alcuni criteri importanti di cui si deve assolutamente tenere conto nell’acquisto di un incubatore a CO2.

Esaminare con la massima accuratezza le offerte di incubatori a CO2

Prima di acquistare un nuovo incubatore a CO2 per il proprio laboratorio, ci si dovrebbe informare sulle sue più importanti caratteristiche qualitative. Nel seguito, vi mostreremo quali siano i fattori determinanti in sede di acquisto, e in base a quali criteri si possa prendere una tale decisione.

Nella crescita di colture cellulari sono innanzitutto decisive soprattutto l’assenza di impurità nell’ambiente circostante e la protezione da contaminazioni. Ma anche il mantenimento permanente di tale stato di incontaminatezza è importante. Al riguardo risulta determinante soprattutto la configurazione del vano interno dell’incubatore a CO2. L’utilizzo e la pulizia dell’apparecchio sono effettuabili in modo semplice ed efficace? La concezione del vano interno determina anche i possibili campi di applicazione, pertanto un tale aspetto va valutato a fondo in fase preliminare. La gestione dell’umidità protegge le vostre colture dall’essiccazione, l’adduzione di CO2 garantisce un valore ottimale del pH nel medium cellulare. Nell’acquisto di un incubatore a CO2 bisogna innanzitutto accertarsi che tali funzioni fondamentali siano garantite. Ovviamente, l’acquisto di strumentazioni tecniche di laboratorio soggiace anche a considerazioni relative al rapporto costi-vantaggi. In sede di acquisto di un incubatore a CO2 è preferibile pensare a lungo termine, riflettendo sui costi che interverranno per la manutenzione dell’apparecchio.

Prestare attenzione già in sede di acquisto a possibili rischi di contaminazione!

Secondo uno studio dell’economista sanitario Prof. Dietmar W. Hutmacher un esperimento medio in vitro, con colture cellulari, della durata di quattro settimane costa circa 9.000 euro. Se si verifica una contaminazione, la coltura cellulare non ha più nessun valore, e l’esperimento finisce per costare più dell’acquisto di un nuovo apparecchio. Quali sono i punti critici a cui si deve prestare attenzione in sede di acquisto? Soprattutto i ventilatori e qualsiasi genere di struttura del vano interno costituiscono possibili superfici di insediamento. Meno è meglio: pertanto il vano interno ideale dovrebbe presentare il minor numero possibile di strutture interne. Più semplice è la configurazione di un incubatore a CO2, più rapida e facile risulterà la disinfezione tramite spruzzo e tergitura. Un buon apparecchio dispone, inoltre, della possibilità di una sterilizzazione ad aria calda.

Per lo svolgimento semplice di mansioni complesse sono decisive le modalità di utilizzo

La realizzazione di colture cellulari è un processo altamente complesso che richiede un elevato livello di concentrazione. La strumentazione tecnica di laboratorio utilizzata non dovrebbe, quindi, rendere ancora più gravoso tale lavoro senza motivo. I componenti di un incubatore a  CO2 dovrebbero essere facilmente montabili e smontabili, visto che un tale passaggio operativo è necessario dopo ogni esperimento. Il tempo necessario per lo svolgimento di tali attività varia notevolmente, e può aumentare facilmente in caso di requisiti di montaggio complicati. Per la sterilizzazione ad aria calda del vano interno il range normale è di 160 ovvero 180 gradi Celsius. La soluzione ideale è un un suo comando mediante semplice azionamento di un pulsante. Per valutare direttamente e condividere i propri dati di misurazione, l’incubatore a CO2 dovrebbe essere dotato delle necessarie interfacce Ethernet.

Gestione dell’umidità senza rischio di contaminazione

Come è possibile proteggere al meglio le colture cellulari dall’essiccamento?
La risposta è: mediante un efficace sistema di umidificazione, che garantisca un livello costantemente elevato di umidità dell’atmosfera del vano interno. Ciò viene assicurato grazie alla vaschetta dell’acqua all’interno. Essa dovrebbe poter essere estratta facilmente, e garantire un valore elevato dell’umidità relativa (UR) compreso tra il 90 e il 95 per cento, nonché un breve tempo di recupero dell’umidità.
L’importanza del fattore gestione dell’umidità: nella prassi concreta è impossibile evitare che la porta venga aperta durante il periodo di osservazione. Pertanto, è ancora più importante che le cellule non subiscano nessun danno per tale genere di operazione.

Una gestione efficace dell’umidità comporta:

  • La riduzione al minimo dell’evaporazione del medium grazie all’elevata umidità.
  • La garanzia di pareti interne asciutte grazie alla limitazione dell’umidità.

 

Quali possibilità vi sono per la miscelazione omogenea dell’atmosfera?

Esistono due possibilità per miscelare l’atmosfera: 

  1. A convezione naturale, senza ventola del vano interno
  2. Semplice immissione del gas per la miscelazione dell’atmosfera, con ventola supplementare nel vano interno

A causa delle fonti occulte di contaminazione necessariamente presenti, e della diffusione di germi nell’aria si sconsiglia assolutamente l’ultima variante! In questo caso, infatti, si dà un possibile focolaio di contaminazione.
Anche il metodo di misurazione ha la sua importanza. Il sensore della CO2 può trovarsi sia all’interno che all’esterno del vano di crescita. Un sensore della CO2 posizionato all’esterno risulta maggiormente complesso e più soggetto a guasti. Al contrario, un sensore della CO2 collocato nel vano interno del relativo incubatore è più preciso, in virtù della misurazione direttamente nel vano di crescita. Il sensore collocato internamente deve resistere alle temperature generate in sede di sterilizzazione ad aria calda: un prodotto di buona qualità è già in grado di garantire tale prestazione. In alternativa, è pensabile e ragionevole fare ricorso a sensori ad innesto.

La concezione del vano interno del vostro incubatore a CO2

Il motto “Meno è meglio” vale anche per la concezione del vano interno del vostro incubatore a CO2. Meno sono gli angoli, i canti, le rientranze o le viti, tanto meglio, a tutto vantaggio della prevenzione delle contaminazioni. Pareti interne lisce, nel caso ideale in acciaio inox, sono assolutamente necessarie per garantire una pulizia igienica delle superfici. “Meno” non significa, però, che debbano esservi solo ripiani fissi: solo voi potete decidere quanti ripiani estraibili utilizzerete e a quale altezza andranno posizionati.

Considerate con attenzione e sguardo critico anche l’aspetto esteriore: l’incubatore a CO2 è costruito in modo che due apparecchi possano essere impilati facilmente e sicuramente, garantendo sempre la semplicità di utilizzo?

Prestate attenzione ai costi d’esercizio del vostro incubatore a CO2!

Il funzionamento di un incubatore a CO2 comporta necessariamente l’insorgenza di costi per la manutenzione e la pulizia. Le posizioni di spesa correnti riguardano il materiale di consumo e i componenti soggetti a usura, nonché i costi dei detergenti e, ovviamente, del personale. La corretta pulizia di un incubatore a CO2 può richiedere un tempo compreso tra una e cinque ore. Più intelligente è la concezione della struttura, più brevi risulteranno i tempi di lavoro e minore il consumo di materiale. Riflettete su questi fattori prima di prendere la vostra decisione.

Un incubatore a CO2 di qualità superiore significa il successo assicurato dei vostri esperimenti

Nell’acquistare un incubatore a CO2 non lasciatevi influenzare dal prezzo inferiore di un modello, poiché anche un solo esperimento fallito può comportare costi di gran lunga superiori a quelli di acquisto dell’apparecchio. Attenetevi piuttosto agli standard e ai requisiti validi per il vostro ramo di ricerca e, in sede di acquisto, tenete presenti i fattori sopra citati. L’apparecchio ha una struttura intelligente, che garantisce facilità d’utilizzo e di manutenzione? È dotato di una gestione ottimale dell’umidità e di un metodo di adduzione del gas ben concepito? Comporta bassi costi d’esercizio e una ridotta manutenzione in sede di funzionamento?

Affinché possiate prendere la decisione giusta per i vostri obiettivi, abbiamo riassunto gli aspetti più importanti nelle nostre linee guida “6 punti da tenere presenti nell’acquisto di un incubatore a CO2”. Scaricate subito la guida gratuita e potrete disporre di una solida base oggettiva per la vostra decisione di acquisto!

Linee Guida per la valutazione dei co2 incubatori


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