Camere climatiche per test di stabilità nell’industria farmaceutica

Camera climatica per test di stabilitàLe prove di stabilità di nuovi principi attivi e prodotti secondo la direttiva ICH Q1A(R2) e i test di fotostabilità secondo Q1B(R2) forniscono dati importanti per la richiesta di omologazione presso le autorità sanitarie. Nel presente blog descriveremo alcuni aspetti tecnici di particolare rilevanza per l’effettuazione di prove di stabilità in base alla direttiva ICH, ovvero ad altre normative internazionali o prescrizioni aziendali specifiche.

Prove di stabilità e test di fotostabilità per principi attivi e farmaci finiti

Le prove di stabilità e i test di fotostabilità vengono utilizzati in studi relativi alle modifiche che i principi attivi (active pharmaceutical ingredient API) o i farmaci finiti (finished pharmaceutical product FPP) subiscono nel tempo in dipendenza da temperatura, clima e luce. In base a tali dati vengono stabilite le date per il post-controllo del principio attivo, quelle di scadenza e le condizioni consigliate di immagazzinaggio. Le camere climatiche per test di stabilità rivestono un ruolo centrale per l’esecuzione di tali studi.

La direttiva Q1A(R2) è comparsa nell’anno 2003 e la Q1B nel 1996. Da allora le camere climatiche per test di stabilità hanno conosciuto un incredibile sviluppo.

Camere climatiche per test di stabilità – solo le migliori sono idonee al funzionamento continuo

Le caratteristiche decisive di una camera climatica per test di stabilità sono esattezza e riproducibilità dei parametri, affidabilità e lunga durata di vita operativa a funzionamento continuo. Il robusto vano interno in acciaio inox dovrebbe essere resistente alla corrosione e costruito in modo da poter essere facilmente pulito. La programmazione deve avere carattere intuitivo e soddisfare i requisiti della normativa FDA 21 CFR, parte 11. Certificati di calibrazione, Data Logger e documentazione di validazione dovrebbero essere ovviamente disponibili.

I requisiti essenziali che una camera climatica per test di stabilità deve soddisfare nell’industria farmaceutica

Quali soluzioni tecniche sono oggi disponibili per soddisfare tali requisiti? A quali fattori si deve prestare particolare attenzione? Quali vantaggi e svantaggi comportano le soluzioni tecniche? Il nostro blog vi offre una prima panoramica.

1. Tabelle temperatura-umidità

Le tabelle temperatura-umidità offrono una rapida panoramica di tutti i valori di temperatura e umidità, ovvero di tutte le condizioni climatiche conseguibili. I livelli di prestazioni delle camere climatiche per test di stabilità si differenziano tra di loro notevolmente. Alcuni modelli sono in grado non solo di soddisfare tutte le condizioni climatiche previste dalle direttive ICH, ma anche quelle delle cinque zone climatiche da I a IVb. Tali modelli sono utilizzabili in modo estremamente flessibile e, all’occorrenza, possono essere impiegati insieme come back-up universali.
Altri modelli simulano solo determinate condizioni climatiche, disponendo quindi di un campo d’impiego assai limitato.

2. Conduzione dell’aria verticale od orizzontale

In caso di conduzione orizzontale dell’aria, quest’ultima viene distribuita omogeneamente su ogni ripiano, indipendentemente dalla loro posizione nella camera climatica. Ne consegue una distribuzione ottimale di temperatura e umidità in condizioni di carico. Ciò avviene specialmente in caso di conduzione orizzontale dell’aria di tipo bilaterale.
In caso di conduzione verticale, cioè dal basso verso l’alto, dell’aria, quest’ultima si propaga dal basso attraverso un ripiano, per passare poi ai successivi. Prima attraverso quello posto più in basso, poi quello intermedio, pervenendo infine al ripiano superiore. Praticamente sono gli stessi ripiani a rende impossibile una conduzione omogenea dell’aria. Ne conseguono limitazioni nella disposizione dei farmaci finiti.

3. Luce

Nel caso di test di fotostabilità secondo ICH Q1B, alla temperatura e all’umidità si aggiunge il parametro luce. Le fonti di luce e le intensità di illuminazione per unità di tempo sono specificate. La luce visibile (VIS similmente a ISO 10977 (1993)) deve raggiungere una durata di esposizione non inferiore a 1,2 milioni di Lux all’ora, e l’ultravioletto vicino NUV (da 320nm a 400 nm) non minore di 200 h/m².
Come per la temperatura e l’umidità, anche per la luce risulta di decisiva importanza la sua distribuzione omogenea su tutti i ripiani. Al riguardo sono importanti i seguenti fattori: la distanza di specifica dell’intensità, il tipo di sensore e di riflettori impiegati.
Come la temperatura e l’umidità, anche la luce deve essere programmabile e la documentazione deve soddisfare la normativa FDA 21 CFR, sezione 11.

4. Acqua di umidificazione

Non è importante solamente il tipo di umidificazione, ma anche l’alimentazione idrica della camera climatica per test di stabilità con acqua di buona qualità. Una possibilità è rappresentata da un impianto idraulico locale di alimentazione e smaltimento. L’altra, invece, prevede la collocazione direttamente accanto alla camera climatica per test di stabilità di taniche per l’alimentazione con acqua fresca e la raccolta di quella di scarico. Quest’ultima soluzione consente di scegliere un luogo di installazione lontano dall’impianto idraulico di alimentazione locale. Degli scambiatori di ioni provvedono in ambedue i casi a preparare l’acqua in qualità corrispondente.

5. Funzionamento continuo

In caso di funzionamento continuo, le camere climatiche per test di stabilità funzionano per molto più di 8.000 ore all’anno. Una struttura robusta, materiali di lunga durata, e componenti dimensionati per la massima affidabilità costituiscono la base per garantire tempi di funzionamento così gravosi.
Al fine di ridurre la minimo il rischio di contaminazioni incrociate con notevole dispendio di tempo e contaminazioni biologiche nel vano interno della camera climatica per test di stabilità, è assolutamente necessario un vano interno di facile pulitura.
Acciaio inox monocromatico alto legato, angoli arrotondati, ripiani autoclavabili, umidificazione a vapore e la rinuncia a materiali sintetici nel vano interno sono solo alcune delle caratteristiche rilevanti al riguardo. Inoltre, alcuni modelli hanno un intervallo di temperatura incrementato fino a 100°C, tale da consentire una sterilizzazione.

6. Programmazione e documentazione

Per la richiesta di omologazione è importante disporre di una documentazione completa e priva di lacune di tutti i parametri rilevanti in tutti gli stati di funzionamento. La documentazione viene redatta conformemente alla normativa FDA 21 CFR, parte 11 per i dati memorizzati elettronicamente (electronic records) e le firme elettroniche (electronic signatures). Ovviamente devono essere disponibili certificati di calibrazione per temperatura, clima e luce, Data Logger (documentazione di processo per registrazione indipendente dei dati) e documentazione di validazione con IQ (qualificazione di installazione), OQ (qualificazione di operatività) e PQ (qualificazione di prestazione).

Ulteriori direttive rilevanti: WHO, FDA, MHW e VICH

Ulteriori e importanti linee guida sono state pubblicate dalla WHO (Organizzazione mondiale della sanità): “Stability testing of active pharmaceutical ingredients and finished pharmaceutical products”. Altre direttive sono state pubblicate anche, ad esempio, dalla FDA (Food and Drug Administration) negli USA, dall’EMEA (European Medicines Agency) e dal MHW (Ministry of Health and Welfare) in Giappone.
Per i principi attivi della medicina veterinaria, i relativi test di stabilità vengono descritti dalla VICH GL3(R) „Stability Testing of Veterinary Drug Substances“ e dalla VICH GL5 „Photostability Testing of New Veterinary Drug Substances and Medicinal Products“.

Buyer's Guide per camere climatiche


Le seguenti notizie potrebbero interessarti anche: